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Sul terrazzo dei miei è comparsa la seguente bestiolina:
sta attaccata ad un rametto della vite canadese, e si gira di qua e di là a seconda della posizione del sole.
Mia madre sostiene che è una locusta.
Girando in rete per scoprire se veramente stiamo dando ospitalità ad una delle piaghe d’Egitto sul terrazzo, oltre al sito
http://xoomer.alice.it/locusta/
che raccoglie recensioni di ristoranti, e al sito del Locusta restaurant di Melbourne
http://www.locusta.com.au/
scopro che “Locusta è il nome dato alle cavallette della famiglia degli acrididi durante la fase di sciamatura.”
Dato che la bestiola non sciama da nessuna parte, anzi sta ferma come una statuina, scaldandosi le membra intorpidite dal letargo allo stitico sole di febbraio da ormai un paio di settimane, ne deduco che possiamo tranquillamente chiamarla cavalletta e non se ne parli più.
alla finestra verso est
con un pugno di semi
due tortorine la cincia attirò
e venne il passero
che vide le tortore
che la cincia coi semi attirò
e venne il merlo
invidioso del passero
che vide le tortore
che la cincia coi semi attirò
e giunse il pettirosso
che vide il merlo
invidioso del passero
che vide le tortore
che la cincia coi semi attirò
infine il piccione
che seguì il pettirosso
che vide il merlo
invidioso del passero
che vide le tortore
che la cincia coi semi attirò
alla finestra verso est
con un pugno di semi
due tortorine la cincia attirò
e venne il gatto che fece scappare tutti….
disclaimer: questo delirio poetico è stato scritto senza l’utilizzo di sostanze psicotrope se si esclude il barolo chinato del dopocena
disclaimer2: la scena si è svolta esattamente nelle modalità descritte stamattina sotto la mia finestra pertanto non sono responsabile se i pennuti ivi gozzoviglianti si sono messi in mente di scopiazzare Branduardi
Adesso che questo blog è stato impostato, che ho scelto il template, ho messo qualche link, qualche immagine, e persino il contatore degli accessi, mi sento come quando ero ragazzina e compravo qualche bellissimo quaderno con la copertina in carta marmorizzata, con l’idea che dovesse contenere chissà quale pensiero profondo, chissà quale ineffabile espressione poetica, e poi restavo paralizzata dalla bellezza stessa dell’oggetto, dalla consistenza vellutata dela carta color crema, per la quale quasiasi penna era troppo volgare e qualsiasi pensiero troppo banale.
In definitiva, i quaderni restavano dei bellissimi gusci vuoti.
Spero che il blog non faccia questa fine.
Intanto, questo è il posto dove li andavo a pescare:
http://www.ilpapirofirenze.it
Mi piace fare birdwatching, nel senso etimologico del termine: guardare gli uccelli che mi capitano sott’occhio. Se è un piccione, una tortora o un passerotto, va bene così. Mi metto lì alla finestra e lo guardo. In questo blog perciò non troverete foto di uccelli stravaganti e rari, a meno che non vengano a mangiare le briciole sotto la mia finestra.
Tanto per essere chiari, questo è nientepopodimeno che..

…un passero che si sistema le piume.
Visto dalla finestra di casa della montagna, Valtellina, agosto 2006.


