['quasi' perchè per fare lo yogurt in casa ci vuole mezzo barattolo di yogurt, perciò non si capisce all'inizio il primo che ha fatto lo yogurt cosa ci ha messo per farlo, insomma la storia dell'uovo e della gallina]
Come lettura da aereo andando a Monaco ho preso ‘French women don’t get fat’, che tra i vari consigli anticiccia riportava una ricetta per fare lo yogurt in casa senza yogurtiera. Ho preso anche ‘Il metodo antistronzi’, ma ricette non ce n’erano, e se leggendolo scopro una regola per navigare a vista in ufficio senza affogare nella m*, faccio un post anche su quello.
Ieri sera, presa dalla scimmia della sperimentazione, mi sono messa a fare lo yogurt.
Ho preso 750ml di latte e mezzo barattolino di yogurt bio della Coop come ’starter’, ho scaldato il latte poi l’ho fatto raffreddare finchè riuscivo a tenerci il mio ditino d’amianto a mollo per 20s senza ustionarmi. Ho messo lo yogurt in un’altra ciotolina, l’ho mescolato con un po’ di latte caldo, e ho ritrasferito il tutto nella ciotola con l’altro latte, mescolando ben bene. Ho coperto il tutto con due asciugapiatti e l’ho messo nel forno con la lucina accesa, con una pentola di acqua bollente a fargli compagnia e a tenerlo bello caldo. Dopo un paio d’ore, in un accesso di chiocceria, ho cambiato l’acqua bollente e ne ho messa dell’altra nuova, perchè non prendesse freddo, poi sono andata a dormire, lasciando la lucina del forno accesa come si fa con i bambini che hanno paura del buio (ma era per non dimenticarmelo stamattina in realtà). La ricetta era, secondo l’autrice del libro, foolproof, ma non cinciaproof, perciò mi aspettavo di trovare al mattino una bella ciotola di latte troppo acido per berlo, e troppo liquido per essere usato come yogurt, insomma, un fallimento. Invece, sorpresa! Stamattina era diventato abbastanza solido, e somigliava al Kir naturale. Magia.
Messo in frigo per tutto il giorno, stasera sembrava quasi lo yogurt greco.
L’ho messo in una ciotolina con una salsetta fatta di fragole scaldate con un cucchiaino di Porto (e se si vuole, un cucchiaino di zucchero), ed è quello che si vede nella foto. Un sacco di lavoro per partorire un topolino, come al solito…Ma anche questo riesce comunque a dare una soddisfazione non da poco, quella da piccolo chimico di vedere il latte che si trasforma in yogurt (va bè mica posso trasformare l’acqua in vino, mi devo accontentare).



5 comments
Comments feed for this article
2 Maggio 2008 a 2:13 pm
chicamala
il metodo antistronzi l’ho letto, me lo ha regalato La Mentirosa a Natale, putroppo il modo di navigare passando inosservati non c’è ma ci sono tante altre utili dritte.
per quanto riguarda l’altro libro .. penso che lo regalerò alla pytta, che si diletta spesso tra i fornelli.
Un abbraccio
3 Maggio 2008 a 5:26 pm
cinciamogia
In realtà ‘French women don’t get fat ‘ non contiene tante ricette, ma per lo più ‘dritte’ per smaltire i chili di troppo, secondo me più adatte a cambiare certe abitudini delle statunitensi medie, che per noi mediterranee per le quali certe cose sono un po’ ovvie, e farebbero già parte della nostra tradizione se avessimo una vita meno frenetica (muoversi a piedi, fare la spesa al mercato, mangiare le verdure di stagione, ecc). Però è comunque una lettura piacevole e distensiva, e lo yogurt fatto in casa è stato una scoperta (adesso ci provo con il latte di capra).
Un abbraccio anche a te!
3 Maggio 2008 a 6:03 pm
chicamala
ottima idea anche per me quella del latte di capra, io bevo solo quello (visto che sono intollerante al latte vaccino e tutti i derivati). Non è affatto facile trovare ypgurt di capra, e raramente l’ho trovato di pecora. Il sapore è decisamente particolare ma poi ci fai l’abitudine…
4 Maggio 2008 a 7:30 am
cinciamogia
Acc! Qui all’Ipercoop si trova regolarmente lo yogurt di capra normale, e anche un tipo di yogurt greco di pecora buonissimo (si chiama ΠΡΟΒΕΙΟ, o qualcosa del genere). Se hai vicino una ipercoop, prova lì…
Buona giornata!
5 Maggio 2008 a 11:40 am
chicamala
denghiù!!!!