Da che sono emigrata qui e vado in spiaggia con i locali ho scoperto che le superstizioni che mi hanno inculcato da piccola sulle regole da seguire in spiaggia sono, appunto, superstizioni (o come mi dicono ogni tanto “cose da milanesi”). In questi giorni ho letto sul Corriere un articolo di un pediatra, che smonta passo passo le teorie di mia nonna (e peccato che ormai non sia più qui per aggiornarla…)
punto primo: la questione delle tre ore tra pasto e bagno è una cavolata pazzesca! Nel nostro caso (mio e di mia cugina, che venivamo al mare con le rispettive nonne che erano sorelle, perciò formate alla stessa inflessibile scuola), dovevano passare tre ore tra l’aver annusato un pezzetto di focaccia e il mettere un alluce in acqua. TRE ore, controllate al minuto, non cinque minuti di meno. Il bagno durava 20 minuti, anche quelli controllati al cronometro. Se mai 19, ma mai 21.
punto secondo: si può stare in spiaggia anche tra le 12 e le 16, non viene l’olocausto nucleare a scottarvi la punta del nasino. Anzi, sembra che i bambini così facendo possano aumentare la scorta della benefica vitamina D. Tra una ventina d’anni, alle prime avvisaglie di osteoporosi, ripenserò a quando mi trascinavano via dalle 12 alle 15.30, per di più con obbligo di pennica, che tanto non riuscivo mai a fare perchè odiavo dormire di pomeriggio.
punto terzo: il fularino da contadinotta sempre in testa manco ci fosse attaccato con l’attak, sempre, anche in acqua. Dice serafico il pediatra che ha scritto l’articolo: se il bambino può bagnarsi quando vuole, si rinfresca autonomamente, perciò il cappellino è inutile. Eh, appunto.
E quel che è peggio, è che mi sa che non riuscirò mai a liberarmi da questi condizionamenti. I traumi infantili sono altri, sono d’accordo, però tant’è…
Nella foto, la mia prossima reincarnazione:



7 comments
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24 Luglio 2008 a 8:08 am
Mara
Nessuno mi aveva mai chiamata “locale” è un pò come sentirsi dire “indigena”…
24 Luglio 2008 a 9:40 am
Andrea
24 Luglio 2008 a 9:55 am
Mara
Finitela tutti e due forestieri,trapiantati e allogeni pure!!! tiè!!!
24 Luglio 2008 a 7:06 pm
cinciamogia
Oh ma non c’era nessun intento denigratorio nel darti della locale! Sono io che sono immigrata qui e sono in minoranza (e da qualche parte devo ancora avere il foglio di immigrazione). Magari se compio qualche crimine, tipo mettere le mandorle nel pesto, mi rimandano a Famagosta in gommone.
Comunque allogeno ho dovuto cercarlo sul vocabolario.
Chiedo venia…
:-*
24 Luglio 2008 a 11:53 pm
alianorah
Ma la cosa del sole io pensavo proprio fosse vera. Insomma, il cancro alla pelle, le ore più calde…Vabbè, tanto io al mare non ci vado.
25 Luglio 2008 a 9:29 am
Mara
Questa Cincia sempre sulla difensiva!!!
non mi sono sentita per nulla “denigrata” è solo che mi è parso…strano
perrò spetta che becco Andrea che lo sistemo per feste…
alianorah: per quanto riguarda l’esposizione al sole meglio evitare le ore più calde e mettere sempre protezione…fidarsi e bene,ma non fidarsi è meglio dicono
25 Luglio 2008 a 8:10 pm
cinciamogia
@ Alianorah: il pediatra dava per scontato che le vacanze al mare durassero solo una quindicina di giorni, che i bambini non facessero altro che sciaguattare, e che perciò il danno fosse in ogni modo limitato. Diversa è la questione forse se al mare ci abiti e ti piazzi in spiaggia tutto il giorno da giugno a settembre a mo’ di lucertola come farò io nella mia prossima vita.
@ Mara: pensa che adesso devo anche subire le prese per i fondelli dai miei parenti che mi dicono che parlo da zeneise..