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come da titolo
Ciao!
Son lì che guardo una vetrina, arrivano signora A e signora B, e signora A dice a signora B: “mi piace quello”. Signora B risponde “eh, lo sapevo. Tipico Leone, ti piacciono quelle cose lì, con gli strass, le paillettes, io no, io non sono Leone, non le riesco a portare”.
Se non mi fossero sfuggite, avrei chiesto cosa avrei dovuto comprare io, che sono Acquario ascendente Capricorno.
Un articolo di oggi su La Repubblica mi ha lasciata un po’ stranita: mi tocca pure essere d’accordo con Castelli, non so dove andrò a finire.
L’oggetto del mio sconcerto è la dichiarazione, in seguito all’apertura di una Cinecittà a Milano, che in tv si sente troppo romanesco, anzi come la dice Castelli:
“Basta col romanesco al cinema”. “Che sia un bergamasco, un altoatesino, o un tedesco, gli attori parlano tutti comunque con accento romanesco”, e questo “è veramente insopportabile”[...] Castelli ha citato il caso del bergamasco papa Roncalli e della sua celebre frase “Volemose bene”: ”Sentire Giovanni XXIII, che era un bergamasco verace, parlare con accento romanesco è storicamente sbagliato e dà fastidio dal punto di vista culturale”
Mi è tornata in mente una soap di cui credo di aver visto 10 minuti in tutto, che si chiamava Vento di ponente, ambientata a Genova ma che risultava estremamente poco reale perchè nessuno diceva “belin” (o almeno qualche sua variante più educata). In compenso Un posto al sole è ambientata a Napoli e si sente. Com’è questa storia? Chi me la spiega?
Però lo stesso, dare ragione a Castelli mi fa senso.
Fare i film in italiano corretto sarebbe così difficile?
Boh.
Oggi il Corriere rilancia un articolo del NYTimes sull’incredibile scoperta che le vacanze estive dei fanciulli d’oggidì, trascorse tra tv e playstation, fanno precipitare il loro quoziente intellettivo, e suggerisce pertanto di farli leggere (e, aggiungo io, di non mugugnare se gli insegnanti danno un po’ di compiti per le vacanze).
Vengono indicati dieci libri raccomandati, tra cui ognuno può fare celo, celo, manca a suo piacimento (e magari si può anche ripromettere di colmare la lacuna). Adesso lo faccio anch’io (per quelli del Corriere, quelli del NYTimes mi sfuggono un po’ tutti), e vi aggiungo anche qualcosa, poi se ne avete voglia mi dite i vostri.
1 – Salgari – La tigre della Malesia – cominciamo bene, di Salgari non ho letto niente e i pirati non mi hanno mai affascinato (tranne Jack Sparrow, ma è colpa di Johnny Depp)
2 – Jack London – Zanna Bianca – l’articolo dice ‘per i maschi, certo’ e mai ho sentito boiata peggiore. Zanna Bianca l’ho letto da bambina, mi è piaciuto, da adulta ho letto Il richiamo della foresta, e alla fine piangevo come una scema. Assolutamente da consigliare indipendentemente dal genere di appartenenza.
3 – Gerald Durrell – La mia famiglia e altri animali – mai letto, ma questo me lo procuro, prometto
4 – Roald Dahl – La fabbrica di cioccolato – macchè. Eppure, una cioccolatofila come me…
5 – J.K.Rowling – Harry Potter – i film mi piacciono, magari ci provo, magari in inglese (un pezzettino in italiano l’ho letto, e mi incuriosisce la versione originale, inoltre ad esempio, da dove arriva ‘babbani’?)
6 – E.Dami – Geronimo Stilton – Tutti ne parlano, bisognerà ben provarci a leggerlo. Sembra sia un gran bel personaggio (ed è italiano)
7 – La serie gialla del battello a vapore – sono impreparata, confesso
8 – Gianni Rodari – Cipollino – ho letto l’opera omnia da bambina, lo adoravo, mi ricordo ancora quando, a dieci anni, ho sentito al tg la notizia della sua morte e ho pensato tristemente che avevo finito con il rituale di aspettare il suo prossimo libro. Consiglio anche Gelsomino nel paese dei bugiardi e il grande classico Favole al telefono
9 – J. Kinney – Diario di una schiappa – forse avrei solidarizzato, non so…schiappa un po’ lo sono sempre stata
10 – Emma Orczy – La primula rossa – magari anche questo ci provo…è che lo spionaggio non mi ha mai interessato, e la rivoluzione francese, uffa…
Aggiungo inoltre:
11 – Richard Adams – La collina dei conigli – epico, appassionante, in una parola: fondamentale, letto a 10 anni e ricomprato in originale due anni fa
12 – L.M. Alcott – Piccole donne – sta qui solo perchè l’ho letto, non perchè lo consigli…Per carità. Poi io quella che si vendeva i capelli per portare a casa dei soldi non l’ho mai capita.
13 – F. H. Burnett – La piccola principessa – idem come sopra, e questa in più aveva dei modi veramente da madonnina infilzata che non si potevano sopportare
14 – H. Malot – Senza famiglia – da cui è stato tratto il cartone animato Rémi, che già era triste…Il libro lasciato in giro alla mercè dei fanciulli è un atto di terrorismo bello e buono
15 – Eleanor H. Porter – Pollyanna – scopro su Wikipedia che esiste in psicologia cognitiva la ’sindrome di Pollyanna’, altrimenti detta ‘dell’ottimismo idiota’. Detto questo, detto tutto
16 – Richard Bach – Il gabbiano Jonathan Livingston – Si comincia a leggerlo da piccoli, e si può leggere e rileggere per tutta la vita. Ne ho avuto in prestito una bellissima edizione in cui molte pagine erano di carta trasparente con foto di gabbiani in bianco e nero, e forse ha avuto una parte nel farmi affezionare ai pennuti…
E voi? Cosa leggevate da piccoli?

