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Un po’ per curiosità mia, un po’ perchè me lo ha chiesto Silvia, ho pensato bene di provare a fare qualcosa che somigliasse al barolo chinato. Ricette online non se ne trovano, perciò mi sono inventata di sana pianta qualcosa mediando sulle indicazioni vaghe e imprecise che ho trovato nei siti dei produttori. Quello che ne è uscito è un po’ diverso dal barolo chinato vero, è troppo amaro e genziana e china sono decisamente troppo prevalenti rispetto al resto (insomma, Mara, non fa per te; te lo farò assaggiare se vuoi, ma so già che ti farà venire lo zembo). Inoltre per fare un test i 17 euro/350ml del barolo mi sembravano troppi, perciò ho ripiegato sul nebbiolo. Ecco perchè “nebbiolo inchinato” (quella sopra è l’etichetta che avevo preparato, ma la stampante non va, perciò la pubblico così, e niente fotina della bella bottiglia etichettata). Resta inteso che se vi viene una schifezza, vi avevo avvertito!

Nebbiolo, 5 bottiglie

Radice di genziana, 50g (mettetene di meno)

China, 50g (idem come sopra)

Scorza d’arancio amaro, 15g

1 bacca di vaniglia aperta (ce ne vuole sicuramente di più)

1 stecca di cannella (idem, ce ne vogliono anche due o tre)

2 chiodi di garofano (qualcuno in più ma non esagerate, sono molesti)

1/2 cucchiaino di semi di anice (come non averli messi)

5 bacche di ginepro (non so nemmeno se ci vanno ma non si sentono)

Lasciate in infusione per i 40 giorni canonici, e poi filtrate con un pannetto molto fino (a me è rimasto torbidissimo nonostante sia stato filtrato due volte, non so se esistano filtri più adatti del tovagliolo, magari di carta). Aggiungete 750g di zucchero, mescolate bene e imbottigliate.

La prossima versione che farò prevederà molta più cannella e vaniglia, e molta meno china e genziana, che in questo batch sovrastano qualsiasi altra cosa.

N.B.: se assaggiate la brodaglia appena filtrata, prima di metterci lo zucchero, non vi spaventate, perchè è acidissima, tanto da far pensare che il vino sia andato a male, poi con lo zucchero e un pochino di riposo in bottiglia migliora.

Vado a Monfalcone, torno venerdì se qualche santo me la manda buona.

Statemi molto bene!

Ecco, ero a testare questa cosa qua:

Già che il consorte è a Seattle…voilà.

Mi sono venuti a trovare la mamma e il papà, carichi di ogni ben di dio, tra cui….

DSC_7022_tortine_carota

… le tortine di carota!

Per gentile concessione della mamma, qui di seguito la ricetta (per 6 tortine o una torta grossa):

80g burro

150g zucchero

4 uova (la mia mamma non ha la fissa dei dolci senza uova che ho io…)

200g carote tagliate a julienne

100g di fecola

1 bustina di vanillina

1 bustina di lievito

100 g di mandorle tritate

Mescolare il burro e lo zucchero, aggiungere un tuorlo alla volta, le mandorle, la farina mischiata con il lievito, la vanillina e le carote. Da ultimo, aggiungere gli albumi montati a neve. Cuocere in forno a 180°C per circa 25 minuti, finchè siano ben gonfie.

Voilà! Buon appetito…

 

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la cincia e il pinguino

Lemonade award..e non perchè sono acida!

Gentilmente assegnatomi da The Dusty Lens ... Grazie!

Gentilmente…

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