cioè il subconscio malato della cincia, nella sua espressione onirica, corredato dalla lista di ciò che ho mangiato la sera prima
7 settembre 2008
Sono nel mio vecchio liceo, ma non sono più un’alunna, bensì una prof di inglese (mi sembra giusto, dopo la laurea in fisica). Sono al mio primo giorno di scuola, e ho tra le mie alunne tre mie compagne del liceo (!) che dopo 20 anni sono ancora lì. I nomi li so, ma non ve li dico, mica che passano di qua. Subito al primo giorno di scuola le madri delle suddette cercano di corrompermi per farmele promuovere, al che esplodo in una sfuriata strillando “insomma siamo in un liceo linguistico, se non si sa l’inglese di qui non si esce!!”. Le tre grazie cominciano a darmi dei simpatici avvertimenti in perfetto stile mafioso, del tipo “pensi alla sua famiglia”. Uscita dalla sala riunioni, mi perdo per la scuola cercando la classe dove avrei dovuto fare lezione, e finisco in una classe delle elementari, in cui una bimbetta seienne mi dice che lei sì, che lo imparerebbe volentieri l’inglese. Le dico che non è il momento giusto, che dovrà aspettare, esco e vengo acchiappata per la collottola dalla bidella, che mi cazzia perchè non sono in aula.
Mangiato ieri sera: crostino con pomodori e aglio, pizza siciliana (verrà da lì lo stile mafioso delle tre madri??) e un bicchiere di amaro Montenegro. Anche un goccio di limoncello.
11 ottobre 2008
Aprivo la finestra per dar da mangiare alle tortore, e sotto invece delle tortore c’era un cammello (quello con 1 gobba, insomma), il cui muso arrivava quasi al davanzale.
Mangiato ieri sera: focaccia con prosciutto e stracchino, abbondante Braulio perchè era venerdì.
19 ottobre 2008
Peccato non avere un registratore che immortali almeno l’audio dei sogni! Perchè i Soundgarden in dialetto genovese che ascoltavo stanotte in macchina, su CD, erano veramente imperdibili. Mi ricordassi almeno le parole di Mood for trouble (c’entrava qualcosa del tipo “me sun rumpiu u belin” ma va a sapere, poi il genovese sognato da una milanese chissà che roba era)…
Mangiato ieri sera: focaccia stracchino e crudo, e un amaro Montenegro.
8 novembre 2008
Giravo per Milano con mia madre, e incappavo nella vetrina di “Inferno e suicidio”, un negozio di abbigliamento dark dal quale passavo spesso quando ero ragazzina (era in via Torino). Nel sogno non erano più in via Torino, e avevano pochissimi vestiti. Mi facevano provare qualcosa, tra cui una gonna splendida, nera, dritta, doppiata in seta rossa, con tagli a forma di onda sui fianchi e sull’orlo, che facevano apparire la seta rossa sottostante a ogni movimento. Bellissima. Purtroppo era troppo larga e dovevo lasciarla lì.
Mangiato ieri sera: insalata, qualche acciuga sul pane imburrato, dosi da cavallo di Barolo Chinato.
20 novembre 2008
Se una è malata, è malata: giravano nella piazza principale del paese una famosa (?) soap opera giapponese. Le ragazzine erano in delirio per un attore, in effetti belloccio, con i capelli stile Robert Smith dei tempi d’oro. Nel sogno le osservavo, in effetti, con un po’ di compatimento.
Mangiato ieri sera: poca roba, mortadella, qualcosa che non mi ricordo sicchè non era fenomenale, e un pochino di Braulio. Piuttosto, vorrei sapere perchè mi ricordo solo cosa sogno nella notte del venerdì.
Un imprecisato venerdì di marzo (aridaje, venerdì)
Per la serie “i sogni dell’orrore”:
1 – mi avevano tolto una ciste dal collo, ed avevo una ferita sulla gola lunga 10 cm o più, cucita come una cima alla genovese. Nel sogno non volevo alzare la testa e stavo a capo chino per la paura che si aprisse tutto.
2 – arrivavo nella casa di mia nonna, chiusa da anni dopo la sua morte, aprivo la porta e suonava il telefono. Nella stanza c’era solo la luce che proveniva dalla porta. Chissà perchè rispondevo tutta allegra, dall’altra parte silenzio, cercavo di dire di nuovo “pronto” più volte ma non mi usciva più la voce. Panico.
Per quanto possa aver mangiato, insomma, devo proprio fare dei sogni così???
14 maggio 2009 (e una volta tanto non era venerdì)
Ero a cena con qualcuno alla succursale milanese di El Bulli (micacazzi, insomma; lo chef mi diceva anche che Adrià lo aveva istruito personalmente ed aveva curato la stesura del menù: ma si può???). Ad un tavolo dietro di noi c’erano due miei colleghi, di cui uno è quello non proprio simpaticissimo, che facevano casino, infastidendomi. Tanto ero infastidita che mi sono alzata brandendo una bottiglia di vetro e sono andata a minacciare il collega meno simpatico, al che ha smesso.
Mangiato ieri sera: chissà. Credo passato di verdura e un pochino di stracchino. Fatto sta che nel sogno riuscivo a vedere il dolce che mi portavano, un trionfo di cioccolato che purtroppo era solo un sogno. El Bulli. Forse frequento troppo certi blog di cucina.
10 giugno 2009
Camminavo per i lunghi corridoi della mia vecchia scuola elementare (o della sede di Reggio della ditta, si somigliano un po’ e il sogno non era chiaro), e cantavo con voce intonata e suadente (era un sogno, appunto) “I’m through with love”.
Mangiato ieri sera: zucchine in padella, melanzane grigliate e seitan in padella.
7 luglio 2009
In un sogno ero in un rifugio in montagna, in Giappone, e con i presenti si guardava un film di Miyazaki in anteprima (ricordarselo…). Mi ricordavo anche che ci eravamo persi Ponyo al cinema (il che è vero) e adesso ci tocca aspettare che esca il dvd. Nell’altro sogno invece ero in ditta a Monfalcone, che però era un caseificio, con il personale del centro di ricerca dove ho fatto la tesi, vedevo arrivare tre bestie al galoppo da una montagnetta , che c’è sul serio, mi hanno detto che a volte ci vedono dei caprioli. Stavolta invece dei caprioli arrivavano due vitelli e un cavallo, un vitello veniva abbattuto, e l’altro e il cavallo arrivavano di gran carriera, ci saltavano e ci mancavano per un pelo. Tutti mi dicevano che facevano così perchè non mi conoscevano.
Secondo me cosa ho mangiato ieri sera non c’entra niente, è quella fetida pastiglia che chissà che casini mi ha combinato nel cervello, che è già incasinato di suo.
9 agosto 2009
Guardavo nel catalogo della Misco per vedere se vendevano pettirossi (eh???)
Mangiato ieri sera: pizza valtellinese (bresaola e porcini trifolati), sorbetto al Braulio e ulteriore Braulio in forma liquida.


6 comments
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7 Gennaio 2009 a 8:27 pm
susanna
Ma che dè il Braulio?
12 Gennaio 2009 a 4:41 pm
cinciamogia
Il Braulio è un amaro di erbe che viene prodotto a Bormio, ed è una delle mie droghe preferite insieme al Barolo Chinato e alla genziana fatta in casa (tutti e tre contengono genziana, sarà un caso?).
16 Agosto 2009 a 2:13 pm
Silvia
Stavo cercando in rete la ricetta del barolo chinato dato che vivo in Australia e la mia bottiglia sta per finire…e sono arrivata al tuo blog. Ti consiglio il vermouth Martelletti che a Milano lo puoi trovare all’enoteca Radrizzani in viale Piave e, se ti capita di passare per la Valle d’Aosta un amaro che si chiama Benefort (tanta genziana e assenzio), amaro amaro ma cosi’ dolce. Insomma, se per caso ti capita di trovare una ricetta per il barolo chinato ti sarei grata se me la potessi mandare (qui non trovo il barolo ma magari con uno shiraz puo’ andare).
ah, dimenticavo mi chiamo silvia e ti saluto.
ciao
Silvia
16 Agosto 2009 a 8:59 pm
cinciamogia
Ciao Silvia!
Domanda difficile…La ricetta non si trova, e credo che ogni casa vinicola faccia il “suo” barolo chinato e una ricetta univoca non esista.
Dovessi provarci (e magari ci proverò..) partirei da un buon barolo in cui metterei in infusione per i canonici 40g un po’ tutte le spezie che si trovano citate nei vari siti: china ovviamente, radice di rabarbaro, radice di genziana, cannella, buccia di arancia biologica, cardamomo, chiodi di garofano. Per le proporzioni, partirei da 1l di vino e 30-40g totali di spezie secche + la buccia di 1/4 di arancia; forse la china dovrà essere preponderante, e starei attenta con i chiodi di garofano che tendono ad ammorbare un po’ il tutto. Dopo i canonici 40g filtrerei, aggiungerei zucchero, dai 50 ai 100g e poco alcool (o forse non ci va nemmeno) e lascerei maturare almeno un mesetto in bottiglia.
La ricetta magari è sbagliatissima, è soltanto quello che mi è venuto in mente che si potrebbe fare, ispirandomi ad una ricetta del liquore di genziana che usa in Abruzzo, e che ha in comune con il barolo chinato solo il fatto che è una infusione di una radice in vino. Declino ogni responsabilità, perciò!
Non esiste un importatore australiano di barolo chinato? Mi sa che sarebbe più semplice, e saresti più sicura del risultato…
Ciao!
3 Settembre 2009 a 2:19 pm
Silvia
grazie 1000!
In effetti non ci avevo pensato di cercare un importatore ma sai, fossi a Melbourne forse lo troverei, ma sono nella citta’ piu’ isolata del mondo (Perth), comunque guardero,’ non si sa mai. Anche perche’ trovare le erbe giuste non e’ facile. Avevo tentato 2 anni fa di fare il vermouth, ma senza la nota amara (assenzio o genziana) e non era male, pero’ era come una pizza margherita senza il basilico.
Ciao e grazie ancora
5 Settembre 2009 a 9:57 am
cinciamogia
In effetti cercando in rete si trova solo un importatore di Melbourne che tra poco sembra aprirà un online store (http://www.europacellars.com.au/). Il fatto è che credo che anche i siti italiani (http://www.gastarea.com o similari) te lo spedirebbero tranquillamente lì, ma poi ti costa tanto che ti scappa la voglia di berlo!
Ciao