Chissà perchè ho creato un tag che si chiama “fallimenti in cucina”, eh?

Eccone qui un altro.

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E’ una specie di torta al cioccolato che però, come la casa tanto carina di Sergio Endrigo senza soffitto e senza cucina, manca un po’ di tutto.

E’ stata fatta così:

100g farina

100g circa di latte di mandorla (il latte vaccino ce l’avevo ma secondo me il gustino della mandorla ci potrebbe star bene)

un pizzico di cremor tartaro (non ho lievito in casa)

circa 3-4 cucchiai di olio di semi di girasole (ho finito il burro)

cacao amaro circa 3 cucchiai

70g zucchero (circa, forse, boh, dipende dal punto seguente)

due righe di cioccolato a piacer vostro (più o meno amaro)

Si fa sciogliere il cioccolato in un pochino di latte di mandorla nel microonde o a bagnomaria, si mescola agli ingredienti polverosi ben setacciati (tutti dicono di setacciare, ho pensato che ci sarà un perchè, e l’ho fatto anche io), poi si aggiunge poco a poco il latte di mandorla e si mescola vigorosamente il tutto. Si unge un pochino una torterina apribile (la mia è una tortiera apribile da 12cm, praticamente la tortiera della Barbie; quando l’ho vista nel negozio sono entrata in sindrome da pentolino e non ho potuto resisterle) e si inforna a forno caldo a 180°C per 30-35 min se avete la tortiera della Barbie come me, per un pochino di più (45 min) se ce l’avete normale da 22cm, come tutti i cristiani.

Fatela un po’ raffreddare prima di sformarla, per evitare che si spatasci. Occhio però che tende ad essere abbastanza gnucca.

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Leggevo ieri un articolo del New York Times a proposito del cibo nero, che sembra vada di moda ora in america; alla fine, molte delle versioni nere sembrano avere lo stesso gusto di quelle naturali, ma il colore diverso sembra alterare le aspettative di chi li mangia. L’articolo cita anche degli studi secondo cui se si assaggia un cibo di colore diverso da quello “normale”  (es. un dolce alla vaniglia marrone invece che color vaniglia, appunto), il gusto diventa inaspettatamente difficile da individuare.

Pensavo fossimo immuni da queste modaiolerie americane, invece ieri sera trac! in pizzeria becco la pizza con impasto al carbone vegetale. Curiosa, la prendo, e scopro che è croccantissima, leggera e la digerisco molto meglio. Cosa dite, è l’effetto del colore e me la sto raccontando?

 

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Per essere stata fatta con un cellulare, sono abbastanza soddisfatta 🙂

 

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sulla strada del passo Crocedomini, l’anno scorso

 

Avendo abitato a Milano per i primi 30 anni della mia vita e avendo sempre passato le estati in Valtellina (salvo sporadiche incursioni marine in Liguria che però sono durate solo pochissimi anni), mi sono sempre chiesta che motivo avessero i valtellinesi per odiare i turisti. In fondo, come si dice, gli portavamo soldi in un territorio altrimenti un po’ depresso; inoltre, se avessimo replicato la stessa logica, tutti i valtellinesi che venivano a fare l’università o lavorare a Milano avrebbero dovuto essere bersaglio dello stesso odio (e non ne ho mai vista traccia).

Poi, la vita ti fa degli scherzetti, e sono finita a vivere nello stesso paesino della Liguria in cui passavo un paio di settimane di mare con la nonna quando ero alle medie, e ho capito che i valtellinesi si lamentavano per niente: il turista marino è infinitamente peggiore di quello che va in montagna.

Per carità, ci saranno turisti marini educati, che non ti parcheggiano sul carrabile del box, non strillano fino a notte, in sintesi che non pensano di essere padroni del paesino che hanno colonizzato, così come esistono quelli che in montagna ti arrotano con la mountain bike sui sentieri (e la tentazione del calcio alla ruota è fortissima). In generale, per la mia esperienza, la crescente arroganza e la beceraggine (becereria? Come si dice?) di chi viene al mare qua sono motivo più che sufficiente a spiegare quell’odio che da bambina non capivo.

Mi illudo che questa consapevolezza mi faccia diventare una turista più attenta e rispettosa delle persone che vivono nella località dove passo le vacanze (in montagna o per giri motociclistici, mi impicco se faccio le vacanze al mare 😀 ).

Detto questo, tra una settimana sarò nella casetta in Valtellina, svaccata in giardino con un libro, e non vedo l’ora. Mi perdonino i valtellinesi se vado a fare la turista da loro; sto brava e non disturbo, prometto.

 

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