ovvero: come scopiazzare una ricetta della knorr che si potrebbe realizzare in 5 minuti, mettendoci 2 ore, e ottenendo qualcosa che non è nemmeno altrettanto buono.

cincia_vs_knorr

La knorr fa la crema di carciofi, liofilizzata in busta: basta aggiungere acqua, mescolare ben bene e far cuocere 5 minuti. Ma perchè rinunciare a complicarsi la vita? In un accesso di autolesionismo, me la faccio da me.
Questa la procedura: fare un soffrittino di cipolla e olio, quando la cipolla è colorita metterci un tot di carciofi ben puliti tagliati a pezzettini piccoli (ben puliti: anche se poi si usa il minipimer, come da legge di Murphy, il commensale più menoso troverà la parte fibrosa di cui il minipimer non ha avuto ragione). Usate se volete i cuori di carciofo surgelati, si fa prima, o un misto tra i due (freschi e surgelati). Quanti? Boh. Si fa a occhio. Un po’. Aggiungere qualche patata a pezzettini (ne ho messe tre piccole, con due carciofi freschi e cinque cuori surgelati), coprite d’acqua, mettete un po’ di sale e fatevi gli affari vostri per un’oretta, guardando ogni tanto che la zuppa non diventi un ammasso carbonizzato (fuoco basso, e reintegrate un po’ d’acqua ogni tanto). Quando il tutto diventa un pastocco grigiastro molliccio (vi ho messo appetito, eh?), spegnete e frullate col minipimer (è consigliabile far passare una decina di minuti); quando il tutto sarà cremoso a dovere, spruzzatina di pepe, ed è fatta.
Quella della knorr viene un po’ più verdina, non ci si sporcano le mani a pulire i carciofi, ci si mette di meno, ma insomma bisognerà trovare qualche modo autolesionistico di passare la domenica pomeriggio oltre a stirare!

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