Ho letto un articolo su quanto impattano le interruzioni sul lavoro dei programmatori (‘Concerning Interruptions’, S.Jenkins, IEEE Computer, Vol.39, N.11, Nov.2006). Sembra che il programmatore medio riesca a tornare a fare quello che stava facendo, con la necessaria concentrazione, solo dopo 15 minuti da una telefonata molesta. Dato che le telefonate moleste sono in media 4 all’ora, se ne ricava che la maggior parte del tempo che passiamo davanti al pc noi programmatori lo passiamo a chiederci “ma che @# stavo facendo??”.

Il signor Jenkins ci suggerisce di attuare alcune strategie difensive per evitare le interruzioni moleste, tra cui quelle che cercherò di mettere in pratica sono:

  • staccare il telefono, e far dire alle segretarie che sono via. Le segretarie poi scriveranno un articolo sul tempo che fa perdere alle segretarie il programmatore bizzoso che non vuole essere contattato o peggio, che vuole che gli/le si passino solo le telefonate che sono rilevanti per lui/lei ma senza spiegarti come si distinguono da quelle dei rompi@#

  • isolarmi elettronicamente dal resto del mondo, cioè mettermi le cuffie in testa e ascoltare musica, o anche soltanto fare finta. Basta che le cuffie siano il più vistose possibili, per agire come deterrente. Gli auricolari non valgono perchè non si vedono; bisogna che siano cuffie, e anche grosse; l’idea è fare in modo che interrompervi sia macchinoso, e pazienza se si schiacciano i capelli e vi fanno male i padiglioni auricolari

  • menarlo perchè si viene interrotte, fare la faccia cattiva, o almeno la faccia della madonnina infilzata vittima dei perditempo

Ho idea però che questo comportamento, protratto nel tempo, mi alienerebbe le simpatie in ufficio, e mi farebbe passare per stronza, rendendomi oggetto del libro sul “Metodo Antistronzi”. Insomma, mi sa che non se ne esce. Vi saluto, vado a far pratica di ringhi davanti allo specchio. GRRR.

Annunci