cioè: come portare le macchine fotografiche in Svizzera

premessa: passando la frontiera di Piattamala tra Italia e Svizzera, si possono raggiungere molte zone turistiche dell’Engadina, tra cui il passo del Bernina e Sankt Moritz, ma anche, ripassando un’altra frontiera, la famigerata zona extradoganale di Livigno. Questo fa sì che a volte le cose più semplici diventino complicate. Anche se si è stati a spasso per i boschi senza minimamente concupire profumi e balocchi livignaschi extra-iva, tipicamente i finanzieri sospettano che si trafughi elettronica, profumi e alcoolici in quantità superiori a quelle permesse dalla legge.

Presi da un attacco di senso civico allora, visto che per andare al Morteratsch il nostro gruppetto familiare è equipaggiato di D300, D70 e F60, decidiamo di chiedere al finanziere di turno alla frontiera cosa bisogna fare per poter essere certi di non incorrere in grane al rientro. Bisogna denunciare i nostri possedimenti all’ufficio della polizia frontaliera. Va bè. Peccato che questo si risolva in mezz’oretta di coda tra gli autotrasportatori, compilazione di un foglio timbrato e controtimbrato con modelli e numeri di serie, e scoperta che comunque il suddetto foglio va giusto bene per fare un aeroplanino: oltre a valere per un viaggio solo, se al rientro un finanziere più pignolo degli altri ci ferma, senza scontrino di acquisto è illegale riportarsele in Italia (NB la F60 è del 1998, la D70 del 2005, dubito fortemente di avere ancora gli scontrini da qualche parte..)
Nel dubbio, d’ora in poi le macchine senza scontrino stanno a casa.
Ecco perchè ‘sta perla (il Piz Palù dal Diavolezza) è stata realizzata con il cellulare.

Annunci