Leggevo qualche tempo fa dell’ennesima paranoia integralista di un gruppo cattolico di S.Diego, che se l’è presa con la catena Starbucks rea di aver utilizzato un logo secondo loro pornografico.

La Starbucks ha come logo una sirena a due code a torso nudo stilizzata (sirene in bikini non se n’è mai viste in nessuna raffigurazione a parte Disney), in cui le parti “offensive” sono coperte o assenti: il seno coperto dai capelli, e ombelico e giuntura delle due code opportunamente ritagliati dall’immagine. Recentemente la catena ha voluto riproporre il logo originale del 1971, derivato da una incisione norvegese del 15esimo secolo, in cui la sirena, orrore, HA LE TETTE (e pure l’ombelico, svergognata). Di qui il casino.

Oltre alle solite considerazioni sulla paranoia di questo paese che ha paura che un ragazzino veda una tetta disegnata e non che gli insegnanti vadano in classe armati, vorrei segnalare un altro trasgressore alla pubblica decenza: la chiesa di Santo Stefano a Mazzo di Valtellina. Nel passare i miei occhi sono stati offesi dalla pubblica raffigurazione sul portale dello stesso indecente logo, che qui riporto, solo per i maggiorenni. La chiesa è a Mazzo circa dal secolo IX, perciò danni ne ha già fatti, a innumerevoli generazioni di giovani virgulti valtellinesi. Non sarà ora di farli smettere?

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