Fatto A:

Meno male che la signora Nina Garcia ci ha illuminate su cosa si deve avere in un guardaroba, nell’articolo che riporta il Corriere della Sera qui ispirandosi a quello dell’Observer . Altrimenti penso che noi donzellette  medie non ci saremmo mai accorte che il tubino nero non passa mai di moda (penso lo dicesse già mia nonna, tubino nero e filo di perle e vai dappertutto, Audrey Hepburn docet).

Tra le 15 irrinunciabili però ci sono anche i tacchi a spillo, come ci si poteva aspettare.

Fatto B:

Le dipendenti della provincia di Modena sono state invitate a non mettersi i tacchi per evitare infortuni sul lavoro, anche se ad onor del vero l’assessore al personale limita il provvedimento a coloro che svolgono mansioni nei cantieri o per strada (vi sembra ovvio? Think again. La sottoscritta ci è dovuta salire su una gru portuale con i tacchi, perchè l’aggiornamento software, diversamente dal paradiso, non può attendere. E’ vero che mi sono fermata alla cabina inferiore, però..).

Cosa vuol dire tutto ciò??

Opzione 1 – le vere sciure hanno i tacchi ma non lavorano. Le altre, quelle che lavorano, non potranno mai aspirare alla sciuraggine.

Opzione 2 – il centalogo delle cose da avere ecc vale solo fuori dal lavoro. Ci dicano allora cosa è assolutamente irrinunciabile e stiloso e compatibile con il lavoro (Prada fa scarpine antiinfortunistiche antiscivolo con la punta di ferro? Le Loubutin da cantiere? Mo’ cerco)

Opzione 3 – la smettessimo di scartavetrarci le pa… con queste stupidaggini di quello che bisogna fare o avere per essere sciura???? La sciuraggine è una categoria dell’anima, e a giudicare da come scrivo ultimamente, la mia anima va più sotto la categoria camallo.

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