Premetto che a me le barche non interessano (-avano?) assolutamente, soffro di mal di mare e sto appena appena imparando a nuotare, perciò non ho avuto la spinta finora ad andare  a mettere il naso al Salone Nautico.

Quest’anno, complice la possibilità di entrare come espositrice visto che c’è uno standino (ino ino) della mia ditta, ho deciso di andare, oggi pomeriggio, a guardare cosa c’è.

Ho chiesto via sms il permesso al capo che era via in meeting, e ha risposto che sarei potuta andare se il lavoro non ne risentiva. Ho deciso che ne risentivo di più io se stavo in ufficio, e sono andata, in allegra compagnia del fido collega Ale, che di barche invece si interessa.

Premessa: della presenza del Salone Nautico, facendo tutti i giorni avanti e indietro dalla Riviera in autostrada, ci si accorge. La presenza di automobilone lustrissime ha un picco, così come la presenza di imbecilli che pensano di aver comprato entrambe le corsie della A12, e che pertanto tu non abbia diritto di utilizzarle. Le due categorie spesso coincidono (escluso il guidator gentile della Ferrari blu di cui ho già detto). Pensavo perciò di vedere un bello zoo al Salone…

Forse lo zoo c’era, metà del campionario erano esemplari degni del blog delle malvestite, l’altra metà sciure stile le mie compagne del liceo, tantissimi dell’est, gente che stava già chiedendo delle customizzazioni sull’Azimut 62S che era intenzionata a comprare..Ma in realtà non li ho visti un gran che, perchè ero troppo impegnata ad ammirare incondizionatamente le barche e a vedermi sdraiata col mio bikini nero dell’oviesse su quei bei divanetti di pelle bianca, sul fly bridge, il vento nei capelli e il sole sulla pelle (della nausea da mal di mare nel sogno non si parlava). Proprio io che non ho mai provato il minimo interesse per la nautica. Questo mi preoccupa molto perchè la barca è un hobby un po’ costoso da farsi venire. Pazienza scoprire che piace andare in motorino, e comprare lo Scarabeo, ma la barca proprio ‘gna faccio. Con questi chiari di luna poi.

Qualche sciura un po’ incongrua l’ho beccata, tipo una sciura con un gilerino di pelliccia (a Genova. Ad inizio ottobre. E ci saranno stati 25 gradi oggi alle 13), o quella con il tacco a stiletto di vernice sempre a rischio di incastramento nei pontili, ma niente foto, che non ci voglio andare nei guai a farmi querelare da una qualche moglie di industrialotto con la sindrome da Carfagna (eh lo si vede che questa cincia è fragile mentalmente).

Qualche foto:

il cassettino delle posate sull’Azimut 62S. Si può avere solo di wengé, sicchè accontentatevi.

la bussola!

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