Già che mi sono stufata di fare il raffreddore con la febbre durante il fine settimana (dato che non si sa per che motivo mi viene sempre il giovedì o il venerdì), oggi sono stata a casa, per recuperare ben bene e tornare in ufficio abbastanza in carreggiata, pronta a far bella figura per la visita medica aziendale di mercoledì e non infettiva per i colleghi che già mi guardano preoccupati non appena mi scappa lo starnuto (perciò 10-20 volte al giorno).

Verso le 10 mi salta l’embolo perchè arriva una mail di un commerciale (vil razza dannata) che come al solito si è venduto la pelle dell’orso prima che l’orsa l’abbia concepito, e ora reclama attenzione come un tamagotchi malfunzionante. Sclero, mi viene lo sciuppun de futta come diceva Govi, potessi averlo tra le mani ora…

Verso le 13 riguardo la mail, vedo se qualche anima pia ha espletato il doveroso incarico di mandarlo dove deve, invece…Una mail dice che è mancata la Jole, una collega della sede centrale, malata da tempo. Anche la Jole si occupava di gru, per la gestione service e ricambi, e ci scommetto che con quell’esemplare di cui sopra ci avrà avuto da dire anche lei. Così ad un tratto mi sento molto scema, e mi sembra di vederla sorridere quando ancora sorrideva e di sentirla dire “va bè, dai” con la sua voce bassa e un po’ roca. E mi viene rabbia, perchè non riuscirò a trattenere la consapevolezza di questo istante in cui si è ristabilita in un attimo la giusta prospettiva delle cose.

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