..a casa loro.

crociera_canarie

Prometto reportage e guida alla sopravvivenza in crociera per i pennuti poco mondani.

Per il momento ogni giorno un post programmato vi dirà dove siamo: se la nave affondasse magari il post dirà che sono a Madera invece sarò da qualche parte sott’acqua, fate finta di niente.

Se invece non affondo e riesco a connettermi dalla nave, vi racconto in diretta. Ciao a tutti!

Partenza. Per qualche ragione cretina mi aspettavo viaggiatori italiani, addirittura liguri con qualche proveniente da altra regione. Sembra invece che gli italiani siano in minoranza: c’è un pullmann di sloveni, tedeschi a iosa  francesi e anche diversi di lingua inglese.
Nonostante mi avessero detto che la Costa Marina è la nave più piccina della flotta, passo le prime due ore con il ritornello costante “è piccina” con voce tremula che sottintende “ma ce la farà a passare Gibilterra e inoltrarsi nell’Atlantico ‘sta navina??”. Lo scopriremo presto. La navina è piccina, perciò è presto girata; prima di salpare sappiamo già dove sta tutto, ci siamo prenotati le escursioni e anche le bottiglie di acqua minerale per le cene e i pranzi a bordo. Qui non ti regala niente nessuno, persino la bottiglia d’acqua in cabina se aperta verrà addebitata sul conto. Questa è decisamente una caduta di stile…
Una volta partecipato alla obbligatoria esercitazione per indossare il salvagente e trovare il punto di raccolta sulla nave, facciamo la doccia nel bagnettinino (non ho abbastanza diminuitivi mi sa da tanto è piccino – ma d’altronde abbiamo la cabina più a basso costo della nave) e ci rechiamo a cena. Il mare si prevede agitato.
A cena siamo al tavolo con un signore solo che  parla veramente poco, che si chiama Pino e una signora [SPDP, sta per sciura piena di palanche] che in compenso parla troppo, è salita sulla nave a novembre e ci resterà fino ad aprile facendo sempre lo stesso giro e non scendendo mai a terra tanto ha già visto tutto. Noi e gli altri commensali (nonna-mamma-nipote con i quali faremo in seguito comunella, e scopriremo chiamarsi Pia, Annamaria ed Edoardo) trasecoliamo. Dopo 5 minuti che SPDP parla Edoardo rimpiange di non essere a scuola, e non appena finito il dolce ci congediamo. Per il momento uomini in giacca non ce n’è più di tanti, sciure in tiro di più, e sebbene qualcuna mi squadri con occhio tutt’altro che amichevole decido che me ne posso stare e domani vado a colazione in tuta da ginnastica simil-pigiama, e va’ a dà via i ciapp. Il tutto freddo permettendo…

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