Oooh. Qui si fa sul serio. Prima tappa canarina, spero di vedere i suddetti canarini nel loro ambiente e anche di non fare la figuraccia di prenderli per passeri se no la Lipu mi ritira la tessera. Oggi in programma ci sarebbe un trekking guidato nel parco dei vulcani, e visto che c’è da camminare per 6km siamo abbastanza confidenti di non avere al traino famiglie con bambini urlanti. Almeno, speriamo. Speriamo anche di essermi abituata a camallare l’attrezzatura fotografica che ci porteremo dietro.

Oggi Lanzarote, la prima isola delle Canarie che visiteremo, e inaspettatamente si riesce a fare il trekking al parco dei vulcani. Siamo 9, di cui solo 3 italiani (+ 3 ungheresi e una tedesca), ma va bene così, non mi aspettavo la folla a questo tipo di gita. La nostra guida si chiama Marcelo, e ci fa fare un giro bellissimo tra distese di lava di tre tipi con nomi hawaiani che non mi ricordo (quella veloce che crea i tunnel, quella lenta che cristallizza e fa i campi di sassi taglientissimi che qui chiamano malpais e quella media che fa le distese tipo crema a strati). Vediamo un po’ di crateri, e anche dei camini nel cratere più giovane, del 1824. I crateri più anziani risalgono al 1740 circa, quando ci fu un’eruzione di durata spaventosa (6 anni) che coperse l’isola. Ci racconta che i popoli primitivi dell’isola erano aborigeni dell’Africa, e con conoscenze stranamente avanzate, visto che hanno lasciato petroglifi con indicazione di zone in cui ci sono anomalie magnetiche, nonostante avessero una cultura riconducibile al neolitico. Dato che la nave parte nel pomeriggio e camminiamo senza problemi, ci porta come extra anche al cratere più giovane a vedere dei camini, cioè dei posti dove la fuoriuscita di vapore acqueo ha tolto il tappo di lava e ha lasciato dei buchi che a volte sono profondi fino a 100m. Vediamo dei cristalli di olivina (peridoto) dalle bellissime sfumature verdi, i licheni che stanno colonizzando molto lentamente la distesa di lava, e ci godiamo un clima così caldo e soleggiato che continuo a pensare che l’inverno debba ancora venire e non mi rendo conto che è gennaio. Tornare sarà scioccante.
Passando con il pullmino Marcelo ci mostra anche le coltivazioni della vite, che sono effettuate in modo molto particolare per sfruttare il potere fertilizzante della lava, cioè facendo dei buchi per avere uno strato di lapilli di circa 10cm che non si deve mescolare al terreno sottostante, e anche per proteggere le piante dal vento che in luglio ed agosto sembra essere molto forte (oggi invece non ce n’è).
Al ritorno bighelloniamo un po’ per una cittadina turistica vicino ad Arrecife, poi rientriamo alla nave con una bella ustione solare che  a gennaio è una manna.
Canarini niente, ci sono troppi pochi alberi.
Il posto si qualifica bene nella mia classifica personale di “posti dove andare a passare gli anni della pensione”.
NB il mare alle Canarie è pure calmo, e piove 15gg all’anno, con temperature dai 22-24 d’inverno ai 40 d’estate. Sulla costa nessuna casa ha il riscaldamento perchè non serve. Sono sfuttate estensivamente l’energia solare ed eolica. La migliore approssimazione del paradiso trovata finora.

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