Oggi altro trekking da 6km, nel parco naturale di Garajonay, con la guida di un naturalista che ci spiegherà l’ambiente naturale particolare della foresta di laurisilva.

La Gomera è ancora diversa da tutte le altre isole: è vulcanica (infatti è perfettamente tonda con una montagna nel mezzo) ma le sue eruzioni sono molto più antiche di quelle di Lanzarote, perciò la vegetazione ha avuto tempo di ricoprirla interamente, aiutata dal fatto che sulla montagna si condensano le nuvole perciò c’è acqua (più dovuta a condensazione che a precipitazioni però).
L’isola è coperta dalla Laurisilva, un resto di foresta primordiale fatta praticamente da un sacco di diverse specie di alloro. Immediatamente a tutti, sia a me che al gruppetto di francesi che ci accompagna, vengono in mente le patate arrosto, ma la guida ci dice che quel tipo di alloro non è lo stesso perchè è molto meno aromatico di quello da cucina. Ci godiamo una splendida passeggiata in mezzo a questi alberi che sembrano antichissimi, contorti e pieni di licheni. I licheni sono garanzia che l’aria è pura, perchè non crescono in ambienti inquinati. Il clima è decisamente fresco finchè arriviamo ad un punto più soleggiato, in cui il caldo canario si fa sentire. Su un albero riusciamo a vedere uno sciame di canarini, finalmente! Vanno in giro tutti insieme cinguettando, e spero che il 100-300 nuovo sia riuscito a catturarne qualcuno. Così di primo acchito somigliano al mio primo canarino, vedo dei pancini giallo scuro.
In 4 disperati a cui la gita non è bastata (noi, Annamaria e Silke) ci facciamo lasciare dalla guida in un punto abbastanza all’interno e torniamo alla nave a piedi (o quasi, a 7 km dal porto a dire il vero cediamo a chiamare un taxi, più per la paura di far aspettare la nave che per stanchezza). Nel tragitto passiamo per un sentiero splendido, tutto a gradini, da cui si gode un paesaggio che dire variato è poco: pini silvestri fianco a fianco con i cactus, solo alle Canarie si vedono cose simili! Sembra di essere in un paese tropicale, il verde è quasi “irlandese” e la terra è rossa come nelle foto dell’Australia.
Arriviamo a San Sebastian, la capitale dell’isola, che non ha molto di particolare se non una chiesa dall’architettura simile a quelle messicane, gironzoliamo un po’ e saliamo sula nave, belli strinati.
Per carità, girare così con la nave è bello, ogni giorno si vede un posto diverso, ma vorrei poter vedere ognuna di queste isole con un po’ più di tempo, anche perchè meritano di essere girate a piedi. Consideriamo la crociera come un sopralluogo, ma si tornerà…

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