Oggi avremmo in programma un giro in 4×4 nel nord dell’isola…

Tenerife è un bel po’ turistica, ma solo a sud. La nostra gita prevede un giro in jeep (chissà perchè in jeep, sterrato è impossibile farne per preservare l’ambiente) a nord, e il nord è completamente fuori dal giro turistico, ha paesini di pescatori e gli stessi tenerifiani ci vanno a fare il week-end per sfuggire ai turisti. Dopo un paio di fermate con scorci panoramici mozzafiato ci fermiamo ad una bellissima spiaggia vulcanica, sabbia finissima come la farina ma nera come il carbone, dove i ragazzi vanno a far surf a causa delle onde lunghe. Facciamo lo spuntino alle 10.30 con papas arrugadas  con la salsa all’aglio più buona del mondo, fatta di aglio, olio, pimiento, cilantro, un pochino di aceto, assolutamente irreplicabile a casa, e polpo fritto in salsa di peperone, buonissimo anche se a dirlo non sembra.  Anche se sono le 10.30 mangio tutto molto volentieri, perchè sarà l’ultima occasione per entrare in contatto con la gastronomia locale. In effetti questo della crociera mi pesa proprio, sembra di vivere sempre in una “bolla di italianità” che però ti taglia fuori dal contatto con il paese che stai visitando. Facciamo ancora un po’ di giro nelle foreste della Mercedes (era il nome della moglie del re di Tenerife, che morì nelle guerre che terminarono nella resa agli spagnoli) sperando di vedere il Teide, il vulcano dell’isola, il monte più alto della Spagna con i suoi quasi 4000m, che invece si nasconde ostinatamente in una nuvola.  Torniamo giù e ci immergiamo nel traffico caotico della vigilia de Los Reyes (i re magi, qui festeggiati come il natale). Tutti i tenerifiani sono in giro a comprare regalini, e il traffico è tale che non sembra nemmeno la stessa isola di mezz’ora fa.
Giriamo un po’ per Santa Cruz di Tenerife che pero’ e’ troppo caotica e nuova, e il fatto che sia la vigilia de Los Reyes non aiuta. Mi faccio un “auto-regalito”, cioè mi compro un braccialino e una collana di olivina (spero non vetro verde, ecco), e un braccialino di lava nera.
Via sulla nave per una delle notti di mare più mosso che abbiamo fatto da Savona, perchè si passa da un tratto di oceano abbastanza aperto, per raggiungere Madera.

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