Oggi si smaltisce la ciucca (se il mare sta calmino, come spero per tutto il viaggio, che io sono una cincia, non un albatros). Fioretto del giorno: resistere ai continui appuntamenti mangerecci della nave, anche se tutti mi hanno pronosticato un paio di chiletti in più alla fine del giro. Un pensiero ai miei colleghi che oggi ricominciano (loro, eheheh).

Oggi si naviga, perciò niente di che. Procediamo verso Gibilterra, speravo che ci si arrivasse con la luce, perchè all’andata ho solo intuito la forma della rocca, e ho capito che l’avevamo passata dall’aumento del traffico e della corrente: tutte le navi devono passare da questi pochi chilometri di mare, e non posso fare a meno di pensare a quando ci sono arrivati gli antichi romani e hanno decretato che il mondo finiva lì.  A Funchal abbiamo visto una nave che sembra sia la Santa Maria di Cristoforo Colombo, che è un vero guscio di noce, e lì mi sono resa conto di quanto fegato ha avuto Colombo a fare quello che ha fatto con i mezzi che aveva, altro che la nostra nave che ci sembrava piccola…magari poi era meglio se quel giorno andava a pescare, però è andata così, pazienza.
Passeremo da Gibilterra alle 3.30, perciò non c’è speranza di vedere alcunchè.
In qualche modo la giornata passa, per non morire soffocati da un bolo di colesterolo decidiamo di non cenare nemmeno e di fare solo merenda.
In questi giorni si passa molto tempo a parlare con Annamaria, un’altra ragazza con cui ci si è trovati subito, (per selezione naturale, alle gite di trekking) a dimostrazione che in crociera poi ci si trova lo stesso con le persone affini, e ci si può ritagliare un angolo per fare un po’ quello che si desidera, lasciando perdere attività che magari ci lasciano un po’ freddini come i bingo serali e i giochi a squadre e che invece attirano la maggior parte delle persone come le mosche al miele. L’impressione tragicamente negativa dei primi giorni si sta un po’ attenuando.

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