Ultimo giorno di nave, ormai la saprò a memoria (anche perchè mi hanno detto che questa è la nave più piccola della Costa). Vedremo come passare il tempo.

Uffa.
All’andata era il primo giorno di navigazione e c’era ancora qualcosa da scoprire, inoltre andavamo verso il caldo e la vacanza, adesso che si torna e ci aspetta un’Italia coperta di neve e con riserve di gas solo per due settimane ci scappa proprio la voglia.
Passerà.
Intanto fra ieri e oggi si son fatte delle scoperte sulla condizione delle persone che lavorano a bordo, che ci hanno lasciati un po’ straniti.
1 – Qualche giorno fa c’è stato un concerto di musica classica della pianista di bordo, e il mio consorte che se ne capisce ha notato che tutti i pezzi, scelti tra quelli più orecchiabili, erano tagliati prima delle parti più ostiche. La cosa lo ha indispettito non poco e si è ripromesso di chiedere spiegazioni alla pianista. Ieri sera, dato che non c’era quasi nessuno nella sala dove lei stava suonando, glielo ha chiesto; in pratica il problema è che a lei, come a tutti gli artisti di bordo, viene chiesto dalla gestione di semplificare al massimo, seguire i gusti del pubblico di più basso livello, lasciar perdere i pezzi classici tosti che ha studiato e suonare solo cose semplici ed “edulcorate”. Per aver trovato una persona che ci capiva un minimo e desiderava sentirla suonare e non usare la sua musica come sottofondo alle chiacchiere l’abbiamo vista illuminarsi, e ci ha fatto da “juke box” per tutta la serata suonando a richiesta qualsiasi cosa volessimo. Alla fine prima di andare via ha chiesto, per favore, se potevamo lasciare un commento positivo su di lei nel questionario sulla crociera che ci avrebbero dato oggi, perchè l’avrebbe aiutata nella valutazione del suo lavoro. Mi ha fatto una tristezza enorme, perchè ho immaginato la sua frustrazione, dopo aver studiato per così tanti anni. Allo stesso modo il duo che suona e canta in alternanza a lei ci ha detto che non può scegliere niente, e se fosse per loro suonerebbero bossanova tutta la sera, invece delle canzoni napoletane. Dato che eravamo pochi perchè tanti erano a teatro, ci hanno suonato bossanova a piacere, anche pezzi composti da loro, fintanto che la gente che era a teatro non è uscita; quando si è cominciata a vedere la fiumana di gente che usciva, hop, hanno cambiato subito genere, perchè sembra che la bossanova non incontri.
2 – La cameriera che ci pulisce la stanza è filippina, si chiama Cheryl e capisce meglio l’inglese dell’italiano, perciò le parliamo in inglese ed è più contenta. Qualche giorno fa chiacchierando di cosa fa nel tempo libero si scopre che non le è permesso salire sopra il pur bassissimo ponte dove lavora, che dorme due piani più sotto esattamente sopra i motori in quattro in una cabina come la nostra (che a noi sembrava un loculo), e che se volesse un tè nelle sue poche ore libere non può comunque salire al buffet. Praticamente una schiava. Oggi la vediamo alla sfilata del personale in teatro, e mi viene in mente che è l’unica occasione che ha in 14gg di guardare fuori dalla finestra. Altro attacco di tristezza.
3 – Le ragazze delle escursioni ci hanno preso a ben volere, perchè anche a loro infastidisce un po’ che la gente faccia così tante storie durante le escursioni, minacci di rognare con l’organizzazione per presunti torti, e non si goda il posto dove è invece di pensare solo alle serate di gala. Insomma, sembra che siamo i loro passeggeri ideali, Anna addirittura vorrebbe adottarci.
4 – La storia del questionario ci diventa chiara durante la riunione in teatro per spiegare le procedure di sbarco: il direttore di crociera ci raccomanda, scherzosamente ma caldamente, di dare il più possibile voti eccellenti a tutto, perchè la Costa fa parte della Carnival che è un gruppo americano e ha introdotto questa storia del questionario, e mi sembra già di sapere come va a finire se c’è un giudizio non eccellente. Alla fine tutto questo mi fa un po’ impressione, e si chiarisce subito come mai tutto questo appiattirsi dell’offerta su quello che vuole la massa: se qualcosa non incontra, sei morto.

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