Dato che se non sei su FaceBook non sei nessuno e non esisti, ho dovuto deglutire controvoglia le mie riserve, e da oggi ci sono anche io.

Primo passo è stato scartabellare tra le foto (e far abbondantemente fotoscioppare al consorte) un’immagine che fosse un giusto compromesso tra la foto segnaletica e la foto da “ti mostro l’unica cosa che mi fa sembrare una modella cioè il polso sottile e il resto te lo immagini”. Fotoscioppata ben bene, che se le compagnette di liceo ti cercano, ti riconoscano, ma non pensino che il tempo ti ha fatto danno più di tanto (e ne ha fatto, ne ha fatto).

Ora: ho le mie perplessità.

– Intanto questo parlare di me stessa in terza persona del tipo “la cincia dice” mi fa un po’ ridicolo. Mi viene da pontificare. Mi viene da scrivere “la cincia vi manda le sue benedizioni”, o “afanculo”, come preferite (o a seconda di chi siete, eh?!).

– Poi: le mie compagnette di liceo, salvo poche eccezioni, si dimostrano uguali a quando eravamo al liceo, cioè antitecnologiche a manetta. Non ce n’è una (salvo le poche lodevoli eccezioni). Forse, se FaceBook lo facevano a segnali di fumo o a piccione viaggiatore, c’era qualche speranza. Così, no. Peraltro, le cercavo solo per curiosità, perchè l’unica che ho trovato su Skype non si ricorda assolutamente chi io sia, dopo 5 anni di superiori nella stessa classe. Una consolazione, a saperlo i compiti in classe di un po’ di materie assortite me li sarei potuti tenere per me invece di passarli così come le perle ai porci.

– E ancora: farò delle gaffes. E’ matematico. Mi scapperà detto qualche accidente pubblico a qualche collega che mi richiederà amicizia il giorno dopo. Va a finire che invece di farti nuovi amici o ritrovarne di vecchi, rompi con quei pochi che già ti sopportano a fatica.

Passerà, come è passata Second Life; un anno-due fa sembrava imprescindibile, poi passa presto la voglia di menarselo con gli avatarini che gironzolano in questo universo finto, presi solo a cercare vestiti o genitali gratis e a  ballare per far soldi e comprare stupidate che son di troppo già nella vita reale.

Intanto però, porca miseria, mi è toccato cedere.

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