E via per una nuova avventura culinaria…i tarallini.

Li faccio in dose omeopatica, perchè tanto per fare esperimenti destinati al fallimento non vale la pena di investire troppa farina. Parto perciò da:

100g di farina

20g di olio

un cucchiaino di sale

vino bianco secco q.b.

Si mette farina, sale ed olio nel mixer e si mixa, aggiungendo tanto vino bianco quanto serve ad avere una pastetta non molla. Si mette la pastetta in una ciotolina e la si lascia lì coperta in un posto non freddo (anche se non c’è lievito, perciò non dovrebbe fregargliene più di tanto della temperatura; io però se fossi una pastetta in una ciotolina vorrei star calda).

Dopo una mezz’oretta di riposo, si prepara una pentola di acqua bollente salata, si prende la pasta, si fanno dei rotolini dando la forma dei tarallini e si buttano i suddetti tarallini nell’acqua che bolle, pochi alla volta. Dopo pochi minuti vengono a galla, li si tira fuori e li si lascia un po’ asciugare su uno strofinaccio.

Occhio a due cose:

1 – sono appiccicosi

2 – la formina del tarallino tende a disfarsi, e vengono tutti a forma di C. Chiudete bene l’anellino perciò!

Una volta asciugati, li si mette sulla placca del forno un po’ unta (o con la carta forno) e li si mette in forno a 180°C finchè non saranno dorati (circa 20 minuti).

E voilà il tarallino!

DSC_5739_tarallino

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