Un articolo di oggi su La Repubblica mi ha lasciata un po’ stranita: mi tocca pure essere d’accordo con Castelli, non so dove andrò a finire.

L’oggetto del mio sconcerto è la dichiarazione, in seguito all’apertura di una Cinecittà a Milano, che in tv si sente troppo romanesco, anzi come la dice Castelli:

“Basta col romanesco al cinema”. “Che sia un bergamasco, un altoatesino, o un tedesco, gli attori parlano tutti comunque con accento romanesco”, e questo “è veramente insopportabile”[…] Castelli ha citato il caso del bergamasco papa Roncalli e della sua celebre frase “Volemose bene”: ”Sentire Giovanni XXIII, che era un bergamasco verace, parlare con accento romanesco è storicamente sbagliato e dà fastidio dal punto di vista culturale”

Mi è tornata in mente una soap di cui credo di aver visto 10 minuti in tutto, che si chiamava Vento di ponente, ambientata a Genova ma che risultava estremamente poco reale perchè nessuno diceva  “belin” (o almeno qualche sua variante più educata). In compenso Un posto al sole è ambientata a Napoli e si sente. Com’è questa storia? Chi me la spiega?

Però lo stesso, dare ragione a Castelli mi fa senso.

Fare i film in italiano corretto sarebbe così difficile?

Boh.

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