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I quattro salumi onnipresenti (anche a colazione).

Il Terminal de Graneles di Castellon, dove eravamo a lavorare:

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Una ruspina che sembrava un giocattolo:

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A stare a fine luglio a lavorare in porto in Spagna ti risulta subito chiaro perchè sia meglio fare la siesta nelle ore più calde. La combinazione caldo torrido – luce accecante è veramente dura da sopportare.

All’autogrill:

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Pure in Spagna ci perseguita! Il nostro collega della sede spagnola Pablo non ha capito come mai io e Massimo appena abbiamo visto questo cartello abbiamo cominciato a inveire…

Tra parentesi, Pablo aspetta due gemelli, e non fa ferie perchè le vuole usare quando nasceranno i suoi bimbi: ha paura che i 15 giorni di permesso paternità non gli bastino. Quando gli abbiamo detto che da noi il permesso paternità non esiste, ha detto “eh bravo il vostro Berlusconi”. Sconsolati, abbiamo dovuto ammettere che il permesso paternità in Italia non c’è mai stato, Berlusconi o no. Mille piccole cose che ti fanno venire voglia di emigrare…

Le immancabili bruschette con pomodoro fresco che ti arrivano in ogni ristorante non appena ti siedi:

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E gli alberghi a parità di stelle son più belli, e mangiare costa meno, e lo spagnolo è una lingua musicale al massimo, e il sidro è buono ed è divertente spillarselo da soli dalla botte, insomma…

Bisognerebbe proprio fare  un corso di spagnolo, e via (tanto qualche parolaccia Pablo me l’ha già insegnata).

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