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Ieri sono uscita per andarmi a prendere il certificato medico (*) e per passare in farmacia a comprare la tachipirina e le pastiglie per il mal di gola.
Un vecchietto davanti a me ha comprato metà del reparto raffreddori della farmacia, il tutto a botte di tre – tre scatole di aspirine effervescenti, tre deltarinoli (ma qualcuno lo ha informato che se ne abusa gli sfrantuma le mucose nasali peggio della cocaina?), tre scatole di zerinol, tre chissacosa. I farmacisti ci devono essere abituati e non hanno nemmeno provato a farlo desistere dall’acquisto smodato di medicinali, anzi dato che il vecchietto non ricordava esattamente i nomi, gliele facevano vedere perchè li riconoscesse dalle scatole. Quando poi è stato il mio turno, forse perchè ho preso una scatola sola di tachipirina e una di benaqualcosa per la gola, il farmacista mi ha scontato 45 centesimi.
Bè ve lo volevo dire, perchè il vecchietto mi ha fatto molta pena.

(*) la lamentela del certificato medico è così fatta, che è mai possibile che se sono a casa malata devo comunque uscire a prendere il malefico certificato di carta che poi devo scannerizzare (sacramentando per due ore prima di riuscire a far vedere a Linux lo scanner Epson che XSane non digerisce) e spedire in ufficio? Non potrebbero spedirmelo via mail? Quand’è che la sanità pubblica entra nel ventunesimo secolo? Eh?

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