Dato che la nave è bella grossa e nuova nuova (è la Costa Pacifica, varata sei mesi fa) il primo giorno lo passeremo in esplorazione, e a caccia di angolini fotogenici della nave. Immagino che su una nave così grossa la fauna umana sia un po’ più variegata che non sulla nave dell’anno scorso, e soprattutto ora sappiamo cosa aspettarci, e da cosa fuggire; penso proprio che troveremo una nostra versione della crociera, che ci salverà dallo sconforto che ci aveva colto nei primi giorni di quella dell’anno scorso.

La nave stavolta è decisamente grossa, anzi credo la più grossa della flotta. Questo cambia tutto l’approccio: non si incontrano sempre le stesse persone, i buzziconi onnipresenti sono comunque molto più stemperati, e le zone casino sono ben divise dalle zone relax. Essendo particolarmente fritti, si cede alla tentazione di farsi il pass per la spa, perciò appena c’è un attimo di tempo ci si fionda in bagno turco, sperando che serva a buttar via la tensione con cui siamo arrivati qui causa piacevolezze lavorative.
Il clou della giornata è il passaggio vicino vicino a Stromboli, con il suo immancabile pennacchietto di fumo, ed in generale vicino alle Eolie e alle Lipari. Stromboli provoca commenti stupiti da parte dei francesi che ci affiancano sul ponte (“encore des volcans actifs, c’est incroyable” – chissà perchè, forse in Francia li hanno vietati per legge?), e il rimpianto che la geografia, per ovvi motivi, venga insegnata “a secco” sulla carta: vedere queste isolette così vicine e così affascinanti sotto un raggio di sole che ha deciso di illuminarle le farebbe ricordare certamente meglio. Purtroppo non riusciamo a vedere il passaggio dallo stretto di Messina: al tramonto siamo ancora lontani, e indoviniamo il profilo vicinissimo delle due coste, ma quando ci passiamo è troppo buio; speriamo al ritorno di poterlo vedere.
Stasera ci si becca la prima delle tre serate di gala previste, al solito, abiti lunghi, lamè, lustrini, ma ormai non ci facciamo più scomporre da queste piccolezze, e sfoggio anch’io il mio vestitino della Coop alla faccia delle sciure. I nostri compagni di tavolo sono due simpatici signori di un paesino vicino a Ravenna, stavolta la cucina è migliore e molto meno pesante dell’anno scorso, anche se le porzioni sono un po’ nouvelle cuisine, tant’è che anche io riesco a mangiare dall’antipasto al dolce e non stroppiare più di tanto.

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