Di Rodi, beata la mia ignoranza,  non so proprio niente. E’ in queste occasioni (ma solo in queste, badate bene) che mi pento un pochino di non aver studiato meglio storia. Mi viene in mente solo il famoso colosso che era una delle sette meraviglie del mondo.

Oggi si visita Rodi; già prima di colazione siamo in porto, e il colpo d’occhio della città con le sue fortificazioni che abbracciano il porto è intrigante. In ogni angolo della città ci sono testimonianze della presenza dei cavalieri di san Giovanni. L’isola è piena di casette splendide a due piani, tante con piscina, nuovissime, che ci ricordano che Rodi è stata giudicata la migliore destinazione turistica europea. Il mare in effetti sembra bello, e al largo, non molto lontano, si intravedono le coste turche (e si capisce perchè anche nelle parole della guida sentiamo la diffidenza nei confronti dei turchi: già che erano così vicini, nel passato gliene ne hanno fatte passare di tutti i colori).  Visitiamo il sito archeologico di Kamiros, in cui rimangono le vestigia delle case del periodo ellenistico, vediamo passando le scarse rovine dell’acropoli, e visitiamo la citta’ vecchia, un meandro di vie e viette che si dipartono dalla piazza principale, purtroppo occupate in ogni angolo dai classici negozi per turisti che vendono di tutto (anche katane, tipica spada greca – ??). Il colore dominante è il beige della pietra, che in ogni angolo appare corrosa dal mare, quasi mangiata.

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