Israele. Non avrei voluto tornarci così, con soltanto un giorno a disposizione. In realtà avrei voluto stare tutte le vacanze qui, ma almeno potrò vedere di nuovo Gerusalemme con una guida (anche se la tentazione di tornare sul Mar Morto è grande…).

Oggi si visita Gerusalemme, e la gita prevede un percorso a piedi nel dedalo di vie della città vecchia che ci porta dal monte degli ulivi e relativa basilica alla basilica del santo sepolcro, parte della via dolorosa e alla basilica dove si trova il luogo esatto dove si dice sia ascesa al cielo la Madonna (e non la tomba della Madonna, come qualcuno asserisce in pullman fregandosene dei dogmi che ti insegnano a catechismo). Ci aspettavamo qualcosa di più dal punto di vista della sensazione di sacro, ma i luoghi sacri in realtà sono più un mercato e una bolgia infernale che altro. Anche la vista delle persone che stropicciano oggetti vari sulla pietra del santo sepolcro per “benedirli” (cellulari e borsellini compresi, e voltandoli e rivoltandoli a mo’ di frittata perchè siano benedetti da una parte e dall’altra) riesce a darmi  un po’ fastidio. Ci fermiamo sempre in negozi convenzionati, sia prima che dopo il pranzo, per un tempo che si puo’ giustificare solo con la necessità di farci andare tutti in bagno a far pipì, altrimenti ci sarebbe da arrabbiarsi. Il pranzo ci permette di assaggiare (anzi, per noi che c’eravamo già stati di gustare di nuovo in abbondanza) delle delizie locali, tra cui il più buon hummus di ceci che mi ricordi da 10 anni. Chiaramente non mancano le faccette schifate, quelli che la pasta è meglio, quelli che non hanno mangiato niente perchè fa schifo tutto, si sa.

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