Il caro collega Daniele qualche giorno fa mi ha proposto di prenderci una tortina dal pasticciere, fare un aperitivo, uscire a pranzo, insomma fare qualcosa per festeggiare i nostri rispettivi passaggi di decina che cadranno in questi giorni (lui passa quella prima della mia, quella che non finisce ancora per -anta). In preda ad una ciucca da massaia, immemore dei miei ripetuti fallimenti culinari,  gli ho risposto con anche un po’ di sicumera “ma no, ma va, faccio io la torta”. Ho aperto il libriccino delle ricette al cioccolato, ed ho scelto la più porca, dal nome promettente di “morte al cioccolato”. Per fare una torta completa di farcia e glassa ci vorrebbe circa 1kg di cioccolato fondente, ma figuriamoci se la mia mal riposta fiducia nelle mie capacità culinarie si fa scuotere da simili quisquilie. Compro tutto quello che serve, mi metto d’impegno, compro persino la candelina con lo zero e i centrini da metterci sotto, e parto. Impasta, sciogli cioccolato, monta bianchi a neve, sembravo una professionista. Dopo un’oretta, sformato il mio disco carbonizzato al cioccolato, ho constatato che le capacità culinarie evidentemente non sono genetiche: domani per festeggiare si va a mangiare all’Ikea. Ci riprovo quando faccio i 50.

P.S.: Ho messo qualche foto della crociera nella pagina CinciaCruise2. Andate a vedere…

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