C’era una bellissima escursione stamattina, organizzata dal parco dell’Aveto, con la guida di un ornitologo, per vedere gli uccellini nella faggeta dello Zatta. Peccato che mi sono alzata proprio all’ora in cui sarei dovuta essere al passo del Bocco (come peraltro data la stanchezza del periodo sospettavo che sarebbe successo). I miei uccellini, che devono aver saputo la cosa non si sa come, si sono organizzati per farmi la giornata ornitologica direttamente qui in casa, in modo da farmi fare le osservazioni nel modo più comodo possibile. Ecco cosa ho osservato:

1 – le tortore non hanno problemi particolari, se devono cacciarsi per beghe territoriali, ad entrare dalla  finestra della cucina, fare il giro ed uscire da quella del soggiorno, il tutto strillando, ad altezza di testa umana. Devono aver imparato che le due finestre sono collegate dal fatto che ci vedono ogni tanto anche dalla finestra del soggiorno. Questo dimostra secondo me che hanno ragione quegli studi che dicono che i piccionidi hanno la capacità mentale di un treenne. Spero che facciano anche in modo di non travolgere gli innocenti abitanti dell’appartamento suddetto (noi) durante i loro inseguimenti.

2 – le coppie di merli non hanno rapporti proprio idilliaci, mi sa. Al contrario delle coppie di tortore, che spesso si vedono da qualche parte a farsi le pulcette reciprocamente, i merli se si trovano sul davanzale insieme si fanno becco finchè uno dei due non cede, e nel farlo assumono una interessante posizione di sfida, da cui ho dedotto ciò che vi riporto al punto 3.

3 – i maestri di arti marziali hanno fatto un grave torto al merlo, battezzando “drago” una certa forma dello hsing i. In realtà è la forma del merlo, che oggi ho visto assumere una posizione così splendidamente marziale nel suo fare becco alla merla che mi ha ricordato Wu Dong. Spero di riuscire a fotografarlo prima o poi. (nota per chi non ha mai visto il maestro Wu Dong in azione…bè, va visto. Non ve lo posso spiegare)

4 – i merli portano via le uvette, e le spatasciano col becco. Secondo me è segno che hanno i piccoli (chissà come li hanno fatti, se si guardano così in cagnesco). Domani, perciò, si toglie un sasso dal vaso, e che la natura faccia il suo corso (chiedo umilmente perdono al dio dei lombrichi, non li si toglie tutti i sassi, insomma la loro chance di sfuggire ce l’hanno).

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