Pensavo alla sonda Hayabusa, in giro da sette anni, che è riuscita a tornare a casa nonostante 3 motori su 4 e 2 giroscopi su 3 avessero dato forfait; forse ha anche completato la sua missione, che era di riportare a casa un pezzettino dell’asteroide Itokawa (sonde giapponesi riportano a casa pezzettini di asteroidi con nomi giapponesi, tanto per non sbagliarsi).

Pensavo anche a Spirit che sta ancora su Marte dal 2004, e dato che sono molto animista con le macchine (il che è il minimo considerato che ho avuto un registratore che smetteva di funzionare se interpellato in modo sgarbato) me lo immagino proprio così, ad aspettare di poter tornare a casa.

Lo so che sono scema, ma riesco a farmi intenerire anche dalle imprese di queste macchinine che gironzolano per lo spazio, come se fossero degli animaletti che compiono un compito che non capiscono nemmeno bene e aspettano di tornare a riferire ai loro costruttori. Forse mi sento anche io un po’ una macchinina che non ha capito ancora bene a cosa serve, persa su un pianeta che non capisce, sperando di capirci il verso prima o poi.

1 – Il suggestivo nome della sonda Hayabusa, che vuol dire falco pellegrino, mi ricordava qualcosa in effetti…una moto della Suzuki

2 – la vignetta è tratta da xkcd, il cui autore come ho già detto è un assoluto genio

3 – la foto non rappresenta la superficie di Marte ma il muro delle scale del condominio in un punto un po’ mal rifinito

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