Dice il paradosso di Zenone che se Achille fa la gara con la tartaruga concedendole del vantaggio, potrebbe anche non raggiungerla mai. Somiglia un po’ a certe giornate in cui una poveretta a caso arriva in ufficio, con l’obiettivo di finire un documento, e nel corso della giornata si aggiungono un numero di richieste piccole a piacere come l’epsilon dei teoremi, che devono essere soddisfatte prima di ogni altra cosa. Quando credi di aver finito di soddisfare le richieste estemporanee se ne aggiunge immediatamente un’altra, che assume priorità massima, in modo analogo al pezzettino in più di cui la tartaruga risulta sempre in vantaggio rispetto ad Achille. Nel paradosso di Zenone però il pezzetto di cui è in vantaggio la tartaruga diminuisce sempre, facendo sì che la somma diventi una serie convergente, mentre la poveretta sa che ogni nuova attività per quanto nella mente del capo sia piccola a piacere, in realtà non occupa mai meno di cinque minuti. Invece di una serie convergente perciò si arriva ad una serie divergente, la cui somma è alternativamente lo straordinario infinito o un effetto meccanico di esplosione degli attributi (metaforici) della suddetta lavoratrice. Mai successo?

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