Eccomi qua. Non sono andata a bruciare un anello al monte Fato, ma anche nella mia avventura c’erano dei Vermilinguo, e anche qualche Gollum.
La trasferta è diventata un tour de force, diciamo che sono contenta di essere riuscita a tornare sabato dopo dodici giorni  di lavoro intensissimo, giusto un attimo prima del tracollo psico-fisico (eh mica ho più vent’anni da far ‘ste cose).
In questi dodici giorni ho fatto le seguenti cose interessanti, oltre a pastrugnare la gru:
– sono andata alla sagra delle raze a Staranzano (dicesi raza l’anatra)
– ho imparato che se si ha mal di gola, la cura è mangiare un limone, bere quattro birre e andare a letto, e quest’inverno la provo
– ho ascoltato il cliente quando mi diceva che le donne in porto sono scomode perchè costringono a fare delle toilette e degli spogliatoi apposta, non ho sbuffato e non l’ho aggredito. Il mio autocontrollo fa dei passi avanti…
– mi sono sentita utile per 30s quando ho fatto il disegnino del rubinetto ad un collega per spiegargli perchè le foto gli venivano scure
– mi sono sentita mooolto utile quando ho scoperto che il riposo compensativo se una ha lavorato la domenica esiste, contrariamente a quello che pensavano i miei colleghi. Cosa ci volete fare, a volte nella mia ditta sembra di essere ancora ai tempi di Oliver Twist

Lo schemino è vecchio, però in veneto non l’avevo mai visto

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