Bene, dato che qui si è scoperto che probabilmente è la tiroide ballerina che mi ha fatto mettere le ruote di scorta intorno ai fianchi, in attesa di parlarne con la dottoressa giovedì si buttano alle ortiche i propositi di dieta e si mangia.

Vi ammannisco perciò i baci di dama salati, in dose omeopatica perchè la prima volta se ne fanno pochini, poi si aumentano le dosi:

50gr farina
+o- la stessa quantità in volume di parmigiano grattugiato (no, non l’ho pesato, sono andata a occhio)
una fetta di burro (nè sottile nè un fettazzo, una fetta)
vino bianco qb a fare un impasto non mollo (vedi oltre)

Una volta impastato il tutto, mettere la pallina di pasta in frigo avvolta nella pellicola. Dopo un’oretta levatela: sarà molto più “soda” di quando ce l’avete messa, perciò regolate l’impasto in modo da non farlo poi diventare troppo duro (se mai cascasse per terra, non deve rompere una piastrella). Fate delle palline e disponetele sulla carta forno; infornate a 190°C per 10 minuti circa (devono restare chiare). Una volta estratte dal forno e raffreddate, farcitele con caprino ammorbidito con un goccino di latte ed erbette a piacere, unendo le palline due a due come si fa con i baci di dama. Quella che vi avanza (per qualche motivo le palline sono sempre dispari) mangiatevela così com’è.
Foto non ce n’è, è la seconda volta che li faccio e ce li mangiamo sempre prima di mettere mano alla reflex.

La ricetta base non è mia, che non sono Ratatouille, ma è di Cuochina di GialloZafferano.

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