Siamo arrivati al conto alla rovescia verso il trasloco dell’ufficio, che avverrà il 25/3, secondo il capo con una perdita massima di 3 giorni lavorativi, secondo noi con un vortice di bordello che durerà per almeno dieci giorni.
Intanto, capita già qualche casino.
– Oggi il collega C ha presentato le sue rimostranze a causa del fatto che nella piantina della nuova sede la sua scrivania risulta essere in un ufficio da 4 persone, le cui scrivanie sono una in ogni angolo, e ognuno ha la faccia volta al muro come se fosse in castigo. Il tutto dipende dal desiderio di vessazione del nostro capo, che crede che l’ambiente deprimente esalti la produttività delle persone, come dire che se ti tengo sufficientemente a stecchetto mangi anche la torta di fango e si risparmia sulla mensa. Pensavo di regalare al collega C e ai suoi sventurati compagni d’ufficio (con i quali sono assolutamente solidale) un bel cappellino con le orecchie da asino, da indossare in segno di protesta.
– Nella nuova sede ci sono le docce. Il piatto doccia delle donne è in corrispondenza della finestra. L’ufficio si trova su una via di Genova nota per popolarsi, la sera, di sex workers. Noi tre donnette dell’ufficio non si vorrebbe fare concorrenza alla via delle vetrine di Anversa.

Rettifica: mi hanno detto che la finestra suddetta è rivolta verso l’interno dell’ufficio. Non si sa cosa avesse in testa l’architetto quando ce l’ha messa.

No, aripeggio, l’ho vista. E’ rivolta verso la terrazza del palazzo di fronte. Almeno che ci pagassero per guardare.

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