Si diceva, adesso alla rassegna dei nostri mezzi di locomozione si è aggiunta anche la moto.

La Guzzi Bellagio ha sbaragliato la concorrenza delle Harley e delle varie giapponesi, ed è stata una questione molto di pancia: il consorte ci si è seduto, ha fatto Corso Italia avanti e indietro tre volte su quella fornita in prova dal concessionario, e ha detto “E’ lei”. Davanti a queste sensazioni non si discute, come sostengo da guidatrice seriale di Smart che mi fanno questo stesso effetto ogni volta che ci salgo (come un pilota sull’Evangelion, per dire – anche se per ora niente berserk).

Quando la bestiolina è arrivata dal concessionario, bella come il sole e lustra come solo una moto nuova può essere, ci siamo incontrate per la prima volta. Non posso dire che ci siamo guardate in cagnesco, io almeno ero ben disposta, di lei forse non posso dire altrettanto. Il sedile passeggero è grande e morbido, ma praticamente orizzontale e non ci sono maniglie; le pedaline alte, e meno male che sono 1.63 e ho le gambe corte come le bugie. Come dire “io ti porto, ma non contare che ti faciliti la vita”. Schienalino non se ne parla, non è estetico, perciò non volare indietro ad ogni accelerazione dipenderà da quanto mi terrò con braccia e gambe. E la bestiola, se stuzzicata, accelerazione ne ha. Esteticamente è bella, bellissima, qui lo dico e magari scatenerò un putiferio, esteticamente non c’è Harley che possa starle a pari.

Ci salgo la prima sera che arriva a casa, e il weekend successivo almeno tre volte. Un giretto sul Biscia, ed è già chiaro che la convivenza potrebbe essere difficile. Non so fare le curve, e la moto, come dice il detto, se si accorge che sta portando due persone ti disarciona. Dopo un pezzettino di strada del Bracco, siamo già quasi alla rinuncia.  Non potrei giurare di non aver visto un luccichio di trionfo nei riflessi del fanale…

Mi inzucco, tengo duro, anche se dei giri domenicali a volte ricordo più i momenti in cui ci si ferma che le strade percorse, visto che mi concentro a cercare di non far boiate col peso e a dirmi che se il guidatore piega, ci sarà un motivo e non sta a me finire prima la curva solo perchè la piega mi mette ansia.

La moto forse si sta abituando a me e tra poco tollererà (spero) che le vengano messe due borse perchè il weekend con lo zaino pieno non lo faccio mai più. Non avrei mai immaginato quanto lo zaino cambi l’assetto in sella e faccia vela con il vento, nè quanto distrugga le spalle se una è un po’ tesa – ed è il mio solito zaino da trekking, che quando cammino per i sentieri mi sembra una piuma.

Devo riconoscere la sua insuperata capacità di portarmi per strade con tornanti che in macchina mi farebbero venire la nausea senza farmene risentire, e le devo diverse piccole scoperte nell’entroterra, paesini e panorami bellissimi che forse in auto non avremmo esplorato.

In totale, stiamo facendo conoscenza e per lei ho già fatto qualche sacrificio (addio spiaggia al fine settimana), ma non sono veramente certa di essere “appassionata” della moto, e nemmeno che lei mi voglia portare veramente. Ci stiamo ancora prendendo le misure l’una con l’altra, insomma.

Saluti e baci, vado in montagna in Valtellina per una settimana, però con la macchina grossa.

Annunci