La fida motina oggi ci ha portato alla faggeta del monte Zatta, per una micropasseggiata.

Pensavamo di esserre gli unici, invece c’è più traffico che in carrugio: incontriamo almeno trenta persone sparse a gruppi, ognuno col suo cavagnino ben inzeppato di porcini. E’ necessario il tesserino per la raccolta, infatti incontriamo anche la jeep della forestale, probabilmente di ritorno da un controllo.

Senza tesserino e dopo il passaggio di contanta orda barbarica, non ci rimane da fotografare che l’amanita muscaria, ulteriore prova della fertilità del terreno (dove c’è l’amanita c’è il porcino, diceva la nonna, ma i porcini stasera se li pappa qualcun altro).

Dopo poco si incontra la Colonia Devoto, l’Overlook Hotel della Liguria, un edificio abbandonato che secondo la diceria popolare avrebbe potuto ispirare Kubrick per Shining tanto è inquietante. Si dice che abbia 365 finestre, una per ogni giorno dell’anno, ma non le abbiamo contate.

Ci sono molti faggi di dimensioni notevoli, la cui età supera certamente almeno un paio di secoli; alcuni hanno tronchi così grossi che due persone non bastano per abbracciarne la circonferenza. Tra l’altezza degli alberi e il silenzio, sembra di passeggiare in una cattedrale (faggi colonnari, li definisce un cartello).

Ci ripromettiamo (almeno, io mi riprometto, poi vediamo) di tornare con le provviste per andare fino sulla cresta del monte e fare un picnic. Progetti, progetti….

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