Per la serie “vediamo un po’ questi film vecchi cosa avevano per avere così tanto successo”, mi sono rivista Pretty Woman.

Il risultato non è stato drammatico come per Flashdance, ma anche questo è un film che consiglierei solo se uno dovesse far pratica di inglese e lo vedesse in lingua originale. E’ sempre la solita zuppa della favola di Cenerentola, incrociata con Pigmalione, e va ricordato per tutto il film, non perciò un fulgido esempio di emancipazione femminile; la povera Vivian fa la prostituta per campare per non ben specificati motivi (perchè lo ha fatto  un’amica? Ma sul serio una decide di vendersi pur facedole schifo soltanto per quello? O sono io che essendo annoiata e facendo spesso fast forward me ne sono persa un pezzo?), accenna che ne sa di motori e sa guidare la Lotus con le marce (ciumbia), ma sogna il principe azzurro e la fiaba con un’ostinazione inquietante. Poi uno si chiede il senso di questa maglietta su ThinkGeek.

I due attori principali sono abbastanza di legno, da questo film risulta quasi impossibile inferire che Richard Gere fosse negli anni 80 un sex symbol, ha appena un minimo di mimica facciale più di Pinocchio. L’unica caratteristica che ne salverei è la distribuzione dei capelli bianchi, che ha fatto scuola, ammettendo che fosse naturale e non una decolorazione ad hoc per il personaggio; d’altronde, i capelli un po’ brizzolati in modo elegante ce li ha anche il mio collega Ciccio, perciò non è che Richard abbia ‘sto gran merito.

Julia Roberts ha la faccia un po’ più mobile, almeno sembra esprimere qualcosa, o forse il personaggio dell’ingenua dura soltanto per necessità le si adatta bene.

Menzione a parte per il personaggio del viscidissimo avvocato di lui, che saputo che Vivian è una prostituta pretende di puciare il biscotto (anche con la forza, oltretutto). Odioso com’è, è il personaggio più plausibile del film.

Insomma, niente di che, pensavo peggio a giudicare dall’esperienza Flashdance, ma è certamente un film da prendere con le molle. Quello che rimane forse è giusto giusto la canzone di Roy Orbison, che comunque era precedente; colpa sua se ascoltando casualmente alla radio la canzone mi è venuta curiosità di rivedere il film.

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