Il mio panettiere fa una focaccia buonissima, la migliore del paese. Posso dirlo con cognizione di causa perchè ho girato e fatto test in tutte le panetterie. Forse ha un peso anche il fatto che quando ci vado la trovo sempre più che fresca, a volte così calda che non si può nemmeno chiudere il pacchettino, perchè deve sfiatare. Inutile dire che a casa ci arriva già “intaccata” in quei casi: a certa focaccia è impossibile resistere.

Il panettiere però ha una manina fatata anche per la pizza, che fa non con la pseudomozzarella plasticosa ma con lo stracchino, e che tante volte ci salva la vita alla sera, quando arriviamo a casa, stanchi morti, non c’è pronto niente, e un foglio A3 di quella pizza ci nutre e ci rimette a posto col mondo (trucco: va scaldata in padella antiaderente senza metterci nessun grasso, no microonde).

Non parliamo di certi baci di dama che non è possibile smettere di mangiare finchè non son finiti perchè uno tira l’altro,  o degli amaretti, che si sciolgono in bocca.

Il mio panettiere si fa un Q così, è aperto praticamente sempre, dalle 7.15 alle 19.45, tutti i giorni, e anche la mattina della domenica o a ferragosto, e ha sempre una fila di una ventina di persone fuori, in stagione di mare.

Il mio panettiere chiude a inizio ottobre, riapre a inizio marzo, e nel frattempo va a Santo Domingo, ma non credo che faccia le focacce lì.

Quando dico che forse era meglio fare il panettiere invece che laurearsi, chiamatelo qualunquismo, ma mi viene il dubbio che sia vero.

P.S.: Prima che qualcuno possa obiettare, il mio panettiere fa sempre lo scontrino, e per la cifra esatta che spendo.

Aggiornamento: questa è l’ultima di stasera 29 settembre, col panettiere ci si rivede ai primi di marzo.

Annunci