..o le cose giapponesi per quando si ha lo stomaco inverso.

Dato che Viviana mi ha chiesto di scrivere una ricetta orientale, vi ammannisco questa, presa dal libro “Japanese cooking: a simple art” di Shizuo Tsuji.

Ci vuole

una tazza di riso a grano corto (non il Carnaroli, per intenderci), lavato

sette tazze d’acqua (o 10, o 15, dipende da quanto ci volete mettere a farlo)

un cucchiaino di sale

Mettete il riso e le sette tazze d’acqua in una grossa pentola, portate velocemente a bollore a fuoco alto. Riducete il fuoco a basso e cuocete senza mescolare finchè il riso è molto morbido e si è formato un pappone denso. Per una persona, ci vogliono almeno 40 minuti. Mescolate soltanto alla fine, quando aggiungerete il sale. Aggiungete delle umeboshi al centro, e servite all’ammalato.

Scappate prima che l’ammalato possa tirarvi la ciotola in testa.

Scherzi a parte, questo pappo o una variazione sul tema del “risino mollo” che mi facevano la nonna e a volte la zia Vige è l’unica cosa che ritengo mangiabile quando sono inversa di stomaco.